All'approssimarsi della primavera, la viaggiatrice attraversò con le sue scarpette rosse i mercati generali di una grande città. Guardò con forte stupore i rumori della vita, poi si confuse tra la moltitudine di gente che affollava quei luoghi così bizzarri e dispersivi.
Il suo passo talvolta veloce e ritmato finì in ricordi strambi e rallentati dalla memoria, Ella recava con sé la sua borsetta, canticchiando una vecchia canzone, dov'era nascosto il suo sogno???
Quel flacone di sali respirati forse solo dalla madrina di Dio: " Sto nel cerchio, nella città morta, con ai piedi le scarpette, le mie scarpette rosse, passate da mia madre come un bene di famiglia ... ".
D'improvviso la malinconia le volse lo sguardo e presa da tristezza guardò al cielo mentre tutt'intorno si dispiegavano delle grandi spirali vegetali ed i torpori si disperdevano sottoforma di vacuo vapore!
La rividi in un caffè, ma non bene, appena di striscio, poichè i fumi delle sigarette s'intreccivano e offuscavano il tutto, creando un'atmosfera intima e nebbiosa; dove talvolta vi avevo intravisto tutti i pro e i contro della mia esistenza.
Dove s'era imbattuta la sua figura?
Forse in qualcosa a lei sconosciuto, o forse ero proprio io lo sconosciuto? O più semplicemente mi ero imbattuto nella pericolosa curva bianca, reticolata su fondo nero che comunemente chiamiamo Pensiero?Proprio questo che spesse volte m'adombra!!!
Il ballo degli innocenti era nel pieno della festa, ed i lampioni prendevano luce lentamente, mentre il cielo si spegneva, così oramai stanca s'inginocchiò sul ponte del Cuore, dove anche i suoni venivano avvertiti fiochi e in lontananza, ma dove forse solo le promesse ed i buoni propositi della sera erano alfine mantenuti.
Al risveglio i suoi occhi posarono lo sguardo sugli uccelli viaggiatori, che si univano in effusioni di soccorso, e provò di nuovo quella sensazione strana di malinconia, come se la similitudine di quei piccoli esseri con la sua stessa vita fosse divenuto un tutt'uno di strano.
Intanto di lontano intravide una piccola casa, simile ad una cascina in miniatura, e tutto le sembrò magico le finestre le sembrarono riflettere la via lattea, era così bella pensò, ma solo perché le sembrava una casa priva di alcuna presenza umana, vuota, come sentiva la sua anima.
In punta di piedi, come era suo solito del resto, si fermò dinnanzi a strane apparizioni di buffi e strambi personaggi, ma non riuscendone a percepire bene le forme ed i contorni, poiché le sembrarono essere evanescenti, le sembrarono essere simili a fantasmi; stava forse sognando si domandò?O forse fu solo la troppa stanchezza che le tirava degli starni scherzi?
Poi pensò a quello che il genere umano normalmente chiama sentimenti e cercò di carpirne la sostanza.
Non li conosceva o forse tendeva soltanto ad interiorizzarli. E cercò di capirne il motivo!
Forse troppe volte si era sentita come lo zimbello di tante strane forze a lei nemiche ed estranee, ciò le aveva aperto negli anni una specie di grande voragine, avvertendo quasi essere simile ad un grillo appeso ad una bottiglia colma di cenere ed con l'impossibilità a saltellare libero e leggero; fu in quell'attimo che le sembrò avvertire ancora quella strana sensazione, quella solita forse emozione malinconica?
Ma Ella che nemmeno sapeva cosa fosse un'emozione??
Eppure in quel frangente dai suoi occhi scese una lacrima!
Fu allora che presi coraggio, confondendomi tra la folla di quei fantasmi cercai la direzione esattamente opposta alla sua, sulla sua stessa traiettoria, poiché volevo incrociare quello sguardo, era tutto ciò che avevo sempre cercato, ero sicuro che non mi sarei sentito un estraneo e lei avrebbe capito, ne ero sicuro, ne ero sicuro!!
Fu così che, giuntole accanto, le gettai un'occhiata intensa piena di quelle emozioni che anche io avevo sempre trattenuto, poi le sorrisi e lei tra incredulità e stupore spalancò quei suoi grandi occhi e dopo un istante di esitazione mi sussurrò: " Esisto! ".
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