Capitolo I - IL NERO -
Fuori è freddo. Lui col cappotto, ben vestito, apre lo sportello dell'auto. Alto moro, profumato. Sguardo profondo, intrigante portamento. Dall'auto esce una donna, con il cappotto, anche lei, di un bianco che si sposa bene con il nero del suo compagno.
Lui è di fianco, lei sorride. Scende, sui suoi tacchi a spillo. Con grazia le gambe dalla pelle delicata si sollevano. Si sfiorano, si baciano. Le labbra del ragazzo si colorano del rosso di un rossetto che da labbra impregnate di passione, sembrano sussurrare la parola amore.
Fuori è freddo. L'uomo si sfrega le mani, si copre con la sciarpa in cashmire e abbraccia la sua donna. Davanti alla porta del ristorante lussuoso, lei si ferma. Poggia il capo sulla sua spalla, lui l'accarezza, le sfiora le labbra con le sue.
Un tale molto elegante, apre loro la porta. Fa strada alla coppia. La porta si chiude e fra bicchieri di cristallo e posate in argento, si ritrovano fra candele e la banda che suona canzoni d'amore.
il cameriere guida la coppia al loro tavolo prenotato, vicino il camino, tra il luccichio della fiamma che scoppieta nel cristallo dei bicchieri. L'uomo scosta la sedia, fa sedere la sua donna. Poi prende posto davanti a lei, con un sorriso tra le mani conserte e lo sguardo profondo sui suoi occhi. Un complimento, lei arrossisce, s'imbarazza, l'uomo le accarezza la mano, le versa dell'acqua.
C'è il ticchettio dei passi che si avvicinano. Le scarpe eleganti sul pavimento che bussano il tempo di un passo perfetto. L'uomo in frack è lì, apre il vino, che con un "pop" già far venir desiderio di essere bevuto. Assaggia, sul suo cucchiaino. Ne versa un poco nel bicchiere che fa glu glu.
L'uomo gira il bicchiere, ci sa fare, si bagna le labbra col rosso porpora di quel vino che parrebbe sangue di un uomo regale. Accentua un si con il capo, il cameriere versa del vino alla coppia, si allontana lasciando la bottiglia. Tin tin, i due bicchieri tintennano, mentre dopo un brindisi il rosso vino viene assaggiato.
Il tempo scorre, i piatti dal profumo e il buon sapore, fanno sentire desiderio di far l'amore. Il posto, la musica, la serenità nell'aria. E gli sguardi, la curiosità, l'ingenuità fanno sentire il fascino dell'amore nel petto di quella donna, davanti allo sguardo fiero del suo uomo.
Giochi di seduzione, mentre il cucchiaio con il gelato scivola sulla lingua e labbra rosee ne puliscono la superficie. La lingua sfiora la bocca, con grazia, seduce con gli occhi un uomo duro, infragilito dal desiderio del sesso. Lui si pulisce le labbra con il tovagliolo che metterà sulle gambe, berrà un goccio di vino, sorriderà a ogni sua provocazione... le dirà che per lui è una persona importante.
IL BIANCO
La porta si apre. Nell'appartamento entra un uomo con la sua giacca e la cravatta. Ha la 24 ore che posa in terra. Una donna lo attende con il sorriso davanti la porta della cucina. E' sporca di farina, ha cucinato. L'uomo la ignora, ha il telefonino in mano. Si avvicina e le dà un bacio. Con il dito le fa cenno di aspettare, mentre il suo telefono suona e a bassa voce inizia a parlare.-
La donna ritorna in cucina. Prepara la cena. Tende l'orecchio per ascoltare, è distratta, il coltello le taglia un dito. Subito corre verso il bagno. Prende una benda e con acqua ossigenata disinfetta. Un cerotto e ritorna in soggiorno. L'uomo è davanti la finestra. Parla ancora, è in imbarazzo. Lei lo fissa. Lui si sente osservato e si volta. La donna è triste. Ritorna in cucina.
...
Le parole a volte non servono, gli occhi parlano di più
alcuni tradiscono quella maschera che s'indossa
e mentre un uomo è al telefono non si accorge che la sua donna soffre
lei è lì, immobile, aspetta una parola
ma sa che qualsiasi cosa non le andrebbe bene, perchè ormai è finita quella passione, quella fiducia
La donna prova a cucinare. Finge di ignorare, ma i pensieri girano per la mente, presa dal desiderio di scoprire cosa vuol dire il distacco dell'uomo che crede ancora di amare. Un piatto le cade, si rompe. L'uomo si volta, la guarda, un pò intimorito. Sta salutando. Chiude la telefonata, le domanda cosa c'è che non va, la donna si siede e con la mano sulla fronte cerca di trattenere le lacrime.
Lui le passa una mano sul capo. Lei è immobile, non parla, non lo guarda. Lui si allontana. Non prova neanche a raccogliere il piatto rotto, perchè il telefono gli squilla ancora. Cambia tono di voce, ora è più disinvolto, si nota che al telefono ora c'è un collega di lavoro e può parlare, mentre la donna smette di cucinare.
L'uomo riappende il telefono, dice che ha fame, la donna vorrebbe parlare, ma lui è stanco vuol rimandare
Lei lo ferma, mentre lui si va a spogliare. Si volta, la donna prova a richiamarlo, ma lui non sa ascoltare. Inizia la lite tra parole confuse, domande senza risposta, mentre l'uomo si sta togliendo la cravatta. Il telefono suona. Sul display un nome di donna. Lei lo prende, corre in cucina. Lui la insegue iniziano a lottare. Lei vuole sapere, lui vuole nasconderle la verità. Le urla, le stringe il polso, le fa male. Riesce a sfilarle il telefono e quando lei le chiederà chi è "Carlotta" al suo rispondere "nessuno" un piatto scoppierà in terra.
Il coccio scivola dappertutto. Sotto il tavolo e fra i piedi dell'uomo che le dice di non fare la pazza, che forse dovrebbe stare calma. Lei s'intimorisce, si sente in colpa, ma per metà perchè dal canto suo sa di aver ragione e per rabbia, per vergogna, altri piatti getta sul pavimento, urlando e piangendo. L'uomo si avvicina, lei lo scanza, lo graffia. L'uomo la guarda è distaccato, ma la compatisce, ma non la capisce.
Capitolo II - IL ROSSO -
Il freddo, rigido in inverno, bussava alla finestra, mentre il tepore della casa sembrava farsi beffe del gelo. Gocce di pioggia scivolavano lungo il vetro appannato e tra i riflessi della città illuminata, si alternavano le immagini della televisione, di un film in bianco e nero, e una ragazza distesa sul divano.
Aveva una coperta di lana sulle gambe. Una di quelle coperte anni '60, forse un vecchio ricordo della nonna. Un ricordo che la scaldava.
l giovane ragazzo le si avvicinò, posando le sue mani sul suo collo. Le chiese come stesse. Le domandò se c'era desiderio di uscire. Ormai erano anni, che la giovane donna non lo faceva. Spendeva il suo tempo davanti a film in cassetta, per lo più film in bianco e nero, mentre il tempo scorreva, lei sembrava restare immobile, come fotografata, in quei lontani anni '60.
Quella volta sorrise. Tolse la coperta dalle gambe spoglie. Una vestaglia da notte le copriva fino alle ginocchia.
Si levò dal divano e corse in bagno. Sorrideva, mentre nello schermo, in bianco e nero, un uomo si apprestava a comperare il biglietto dello spettacolo "La vie en rose" al botteghino del cinema.
Il riflesso dello schermo, apparve lieve sul vetro lacrimante gocce di pioggia, in quella sera d'inverno. L'uomo, si fermò a guardare la scena di lui, immobile davanti alla bigliettaia. Lei arrossì . Lui le prese la mano. Le sussurrò qualcosa, forse ti amo.
I due sembravano conoscersi, forse incontratisi chissà dove, e persi poi per chissà quale ragione.
La ragazza uscì dal bagno, bella nel suo vestito rosa, indossò un cappotto rosso e un foulard porpora. Lui, immobile, restò a guardare, mentre le immagini in bianco e nero scivolavano ancora sullo schermo e i due si baciavano pieni di passione.
Lei spense la televisione, mentre lui ripresosi dal sogno, si vestì del suo cappotto di cammello, e uscirono di casa.
Sotto il palazzo, spento nel suo cemento, adornato da poche luci accese a macchie negli appartamenti, una limousine attendeva con il motore acceso.
l portone antico, col suo legno pregiato, si aprì. Miriadi di flash e luci iniziarono a scattare, mentre acciecati i due, si avvicinarono all'auto.
Un uomo ben addestrato, aprì lo sportello della lunga macchina, e tra fotografi e scatti e flash, i due nella nera vettura, si nascosero.
L'auto partì. L'uomo nominò uno dei ristoranti più chic della città.
Le luci dei lampioni, si alternavano sul viso della ragazza. In quel sorriso che si rifletteva nello scuro vetro, di una nera limousine, si notavano gli occhi brillare, mentre rigido nel portamento, composto, l'uomo, eretto continuava a parlare.
La ragazza, ad un tratto, gridò all'autista di fermarsi. LA VIA EN ROSE LA VIA EN ROSE!!, indicò un cinema dalle luci scadenti e del tutto fatiscente.
L'autista subito si fermò. L'uomo ordinò alla ragazza di non scendere dall'auto, ma quando questa aprì lo sportello e scivolò in strada, l'uomo tacque.
Capì che non era il denaro. Capì che non era il potere. Capì che non era esser qualcuno nella vita, e nè obbligare una donna a restargli al fianco, la spiegazione della parola amore.
La ragazza, con i piedi in una pozzanghera, fradicia sotto la pioggia, si avvicinò all'entrata del piccolo cinema della periferia.
Entrò e scomparve dietro una porta cigolante.
L'uomo, uscì dall'auto. Provò a rincorrerla, per fermarla.
Quando entrò, vide la ragazza guardare il giovane ragazzo alla biglietteria.
Sembrò di vedere nei suoi occhi lo sguardo di chi stupito incontra l'uomo amato da molto tempo.
Dunque l’uomo si volta, mentre la porta vetrata del cinema si è richiusa. Nel riflesso del vetro, uno a destra e l'altra a sinistra, e con la sua immagine nel mezzo, vede lo sguardo di due giovani amanti ... nel mentre un petalo di rosa rossa, da un vaso, fluttua fino a toccare terra.
Fine.
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