Sono a piedi nudi sulla sabbia, ascolto, ascolto il silenzio.
C'è buio attorno a me e sembra voglia divorarmi l'anima ribelle.
Uno sguardo al mare, e scorgo laggiù l'infinito, lo spazio e il tempo che sembrano unirsi in un attimo;
i miei occhi non riescono a tracciarne i limiti il tutto è indefinito, surreale.
Ho in mano una pistola, uno sguardo alla mano e uno alla pistola, poi guardo attentamente la sabbia, dunque i miei piedi nudi, poi mi perdo nel blu scuro del mare e qui nell'acqua si riflette la mia immagine, ma poi diventa sempre più fioca, passa, sembra correre e va via, nel silenzio di un'onda si perde e sparisce.
Ma mi sento viva, e ho una sensazione strana, sono un estranea in questo posto, vorrei voltarmi, qualcosa che è dietro di me sento mi attira, mi chiama.
Sembra una luce fortissima, intensa, la intravedo alle mie spalle poichè riflette la mia ombra così forte che riesco a carpirne l'intensità.
Vorrei, vorrei voltarmi, vorrei voltarmi per scappar via, oppure girarmi e sparare giusto nel mezzo, sì certo nel mezzo di questa luce abbagliante, in un attimo ritroverei il mio buio.
Ma il cielo rapisce il mio sguardo adesso, poi guardo di nuovo il mare, poi la mia ombra, la pistola rinchiusa nella mano e sento che qualsiasi cosa dovessi scegliere, avrebbe lo stesso valore.
Il nulla, o comunque nulla che potesse salvarmi.
Ho solo una certezza nè io nè il mondo che mi circonda esistiamo davvero.
Il pensiero adesso cammina più veloce, più in fretta, tutto è fisso nel tempo ma un solo mio capello basterebbe ad agitare il mare, adesso.
Ogni più piccola molecola sta raccontando una legge perfetta, e io mi siedo e ascolo i loro racconti attraverso le onde che s'infrangono sulla roccia.
Niente e nessuno potrà comprare un piacere simile a questo, giaccio nell'infinito, giaccio in pace al chiaro di luna.
La mente libera, libera di percorrere orbite spaziali, correre e fermarsi di colpo, dimenticando, gioendo, credendo nell'infinito.
Osservando con l' orecchio la montagna, ascoltando con occhi aperti il mare.
Stanotte penserò al labirinto della vita, oltre il tempo, lo spazio, la mia di vita.
Disprezzo la società, lo stato, libero è l'universo intero.
Nego cause ed effetti, nego il cielo, tutto, quell'alba, mezzodì, crepuscolo che sia e anche la mia vita.
Nè io, nèè alcuno potrà trasmetterla ad altri.
Poichè ignoto è colui che conosce la parola fine.
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