domenica 15 gennaio 2012

Chiusa

Chiusa è la porta della mia casa, nessuno potrà sentire la mia voce, nessuno potrà udire le urla del mio dolore, la rabbia, l'angoscia suprema, nessuno riuscirà più a farmi del male.
Mi hanno ucciso stanotte, pagheranno.
Buio dentro me, adesso, ma la resurrezione è prossima.
Vago come fossi preda di allucinazioni, dolci sogni o atroci incubi entrano ed escono dalla mente malata di dolore.
Confusa e stordita mi muovo a stento, priva di sostegno alcuno, offendo la Vita, ribellandomi, a questa macabra e segnata esistenza.
Il genere umano, talvolta disprezzo, carogne umane siamo e sono.
Non ne voglio far parte, ma mi dispero poichè questa è la mia funesta esistenza, la ragione mi opprime, deturpa l'istinto, lo rende schiavo a volte e il bello è ucciso.
L'impulso, l'origine, tutto senza veli, senza vergogna alcuna, libera di sentirmi accanto agli animali, lontano dalla falsità umana, non più burattino nel tetro teatrino umano.
Noi siamo l'incarnazione dell'aberrazione e degli errori della Natura; siamo gli ultimi, le larve che strisciano in un mare di melma, e nient'altro che piccoli uomini con megalomani ambizioni.
Quando nacqui 'uomo' copresi da subito la limitatezza che decorava la mia nuova vita, una bella e nuova cornice attorno ad una tela appena creata.
Che inutilità questa bella cornice!
Ho capito da subito quanto poco avrei potuto, vedere, toccare, sentire, in un mondo disseminato di morte.
Da subito ci educano a dimenticare la naturalezza, la bellezza della Vera Vita, per costruirci Palazzoni Enormi pieni di Vuoto, di Disgrazia e Disperazione.
Mi ribello, mi ribello, non voglio camminare con un masso che tiene china la mia testa, voglio imaparare a volare, imparare a non guardare questo scempio, adesso più che mai amo la Vera Vita.
Adesso sono un fiore che si china al sole, sono arcobaleno che risplende nel cielo e segna il confine tra la tempesta e l'aria serena, sono tramonto che riposa gli occhi nell'eterno fuoco dell'Amore.

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