E mi dicevi: '' Ti sembra questa l'ora di arrivare? ''
Poi mi guardavi stupito, sembrava stessi scherzando.
Io non dicevo nulla, sentivo solo che stavo morendo dalla fame.
Pensavo che nussun incidente sarebbe accaduto, nessun omicidio,
se avessi distolto l'udito dalle tue parole,
pensavo a tutto
e pensavo a niente, mentre tu vomitavi parole su parole.
Vedevo il sole che entrava a tratti dentro la nostra stanza,
le nostre ombre erano lunghe e raccontavano le ore che passavano.
Ricordo che guardavi un cartone animato,
e fu allora che pensai per un momento a quant'è bello
essere un personaggio animato.
Già, puoi fermarti sospeso nel cielo per minuti,
correre velocissimo e fermarti d'improvviso con i soli talloni,
cadere giù dalle nuvole, spiaccicarti al suolo e rialzarti appena stordito
avrei tanto voluto esser li,
in quel monitor,
proprio in quell'attimo.
Di colpo però rimanesti in silenzio,
di colpo cercasti il mio sguardo,
capisti che ero lontana,
capisti che non ti pensavo.
'' Vorrei organizzare una festa! '' esclamasti poco dopo
e io che pensavo alla follia,
alla felicità,
alla libertà.
Il tramonto arrivò in un secondo
spensi i miei occhi
e spensi il mio cuore.
Vicino ti avevo
scalzo
sul dondolo con le labbra chiuse di rabbia.
Un nastro mi occorreva,
un nastro bianco
per fasciare i tuoi scuri pensieri,
non mi lasciasti il tempo
il volume era alto
e la porta
era già chiusa da tempo.
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